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IL METODO DEL SONNO SCANDINAVO: RENDE DAVVERO IL SONNO MIGLIORE?

Due persone, un letto… e due idee completamente diverse su cosa significhi “temperatura ideale” per dormire. Uno suda già a mezzanotte, l’altro cerca disperatamente la coperta. Se questa scena ti suona familiare, sappi che sei in ottima compagnia.

Molte coppie sperimentano, notte dopo notte, piccoli (o grandi) conflitti legati al sonno: coperte tirate, temperatura della stanza, movimenti continui, orari diversi. Il risultato? Un riposo frammentato che, nel tempo, può influenzare energia, umore e qualità della relazione.

Negli ultimi mesi, si parla sempre più spesso del metodo del sonno scandinavo. Ma di cosa si tratta davvero? E soprattutto: può essere utile per la salute del sonno?


Cos’è il metodo del sonno scandinavo

Il principio è sorprendentemente semplice: stesso letto, ma coperte separate.

Invece di condividere un’unica coperta o piumone, ogni partner utilizza la propria. Questo permette di dormire insieme mantenendo però un alto livello di comfort individuale.

Nei Paesi scandinavi questa soluzione è piuttosto comune e riflette una cultura che valorizza sia l’intimità sia il rispetto dei bisogni personali. Oggi molte coppie, anche fuori dal Nord Europa, raccontano di aver migliorato nettamente la qualità del sonno grazie a questo piccolo cambiamento.


Esistono prove scientifiche?

Ad oggi, non esistono studi specifici che confrontino direttamente “una coperta vs due coperte”. La ricerca sul sonno di coppia si concentra soprattutto su:

  • ambiente di riposo (luce, rumore, sicurezza),

  • temperatura della stanza,

  • routine serali,

  • sincronizzazione dei ritmi sonno-veglia.

Tuttavia, il metodo scandinavo si allinea perfettamente ai principi dell’igiene del sonno, ed è quindi ragionevole pensare che possa ridurre molti disturbi tipici del dormire in due.


Molte coppie sperimentano, notte dopo notte, piccoli (o grandi) conflitti legati al sonno: coperte tirate, temperatura della stanza, movimenti continui, orari diversi. Il risultato? Un riposo frammentato che, nel tempo, può influenzare energia, umore e qualità della relazione. Ma forse abbiamo trovato la soluzione...
Il metodo del sonno scandinavo: rende davvero il sonno migliore?

Temperatura corporea: perché uno ha caldo e l’altro freddo?

Durante la notte, la temperatura corporea centrale diminuisce fisiologicamente per favorire l’addormentamento. Ma questo processo non è uguale per tutti.

Fattori come età, composizione corporea, assetto ormonale, cronotipo (mattiniero o serale) e sensibilità sensoriale, influenzano il modo in cui percepiamo caldo e freddo.

In generale:

  • chi “dorme caldo” tende a preferire coperte leggere e traspiranti;

  • chi “dorme freddo” cerca materiali più isolanti e avvolgenti.

Con due coperte separate, ognuno può scegliere la soluzione più adatta al proprio microclima corporeo, senza compromettere il sonno del partner.


Differenze uomo-donna

Nelle coppie le differenze nella termoregolazione notturna sono particolarmente evidenti. Le donne, ad esempio, tendono ad avere mani e piedi più freddi, perché il corpo privilegia il mantenimento del calore negli organi vitali.

Se soffri di insonnia o di sonno leggero, probabilmente sai quanto i movimenti del partner, il “furto” della coperta, orari di sonno diversi, possano compromettere l’addormentamento o causare risvegli notturni.

La biancheria separata può ridurre questi micro-disturbi, soprattutto quando uno dei due si muove molto o va a letto/sveglia in momenti differenti.


Il verdetto BeLONGEVITY

Il metodo del sonno scandinavo non è una rivoluzione scientifica, ma è un ottimo esempio di strategia pratica di Regeneration.

·        Favorisce la personalizzazione del riposo

·        Migliora il comfort termico individuale

·        Riduce i disturbi notturni di coppia

·        È semplice, economico e reversibile

Gli svantaggi? Rifare il letto può essere meno immediato e le coccole richiedono un minimo di adattamento.

Possiamo definirlo a pieno titolo un “trucco intelligente di igiene del sonno”: non miracoloso, ma potenzialmente molto efficace per chi dorme male… in due.

 BeLONGEVITY nasce per aiutare concretamente tutti a conoscere ed applicare queste straordinarie informazioni della scienza.

  • Chaput JP. Focusing on sleep health for all, not just sleep disorders. Can J Public Health, 2025, DOI: 10.17269/s41997-025-01008-6

  • Li X et Al. How do sleepwear and bedding fibre types affect sleep quality: A systematic review. J Sleep Res, 2024, DOI: 10.1111/jsr.14217

  • Okamoto-Mizuno K et Al. Effects of thermal environment on sleep and circadian rhythm. J Physiol Anthropol, 2012, DOI: 10.1186/1880-6805-31-14

  • Richter K et Al. Two in a bed: The influence of couple sleeping and chronotypes on relationship and sleep. An overview. Chronobiology International, 2016, DOI: 10.1080/07420528.2016.1220388

  • Walters E et Al. A Drummond, Sleep and wake are shared and transmitted between individuals with insomnia and their bed-sharing partners. Sleep, 2020, DOI: 10.1093/sleep/zsz206

  • Xu X et Al. Sex differences in body temperature and thermal perception under stable and transient thermal environments: A comparative study. Sci Total Environ, 2024, DOI: 10.1016/j.scitotenv.2024.175323


Esercizio fisico BeLONGEVITY

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