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RIGENERARSI DOPO L’ALLENAMENTO: RECUPERO ATTIVO O PASSIVO?

Hai appena terminato un allenamento intenso. Le gambe tremano, il fiato è corto e la tentazione di lasciarsi cadere sul divano è fortissima. Eppure, la scelta migliore potrebbe essere esattamente l’opposto: rialzarsi e fare una camminata veloce.

Questa pratica prende il nome di recupero attivo: un’attività a bassa intensità svolta subito dopo l’esercizio intenso, che sembra avere la capacità di favorire il recupero e ridurre i dolori muscolari. Ma funziona davvero o è solo un falso mito?


Che cos’è il recupero attivo?

Il recupero attivo è una forma di movimento leggero che segue un allenamento impegnativo. Può essere una camminata, un giro in bici a ritmo blando, stretching dolce o semplici esercizi a corpo libero. La regola è chiara: restare su un’intensità leggera o moderata. Se durante l’attività riesci a parlare senza difficoltà, sei nel giusto livello di sforzo.


Perché può essere utile

Il recupero attivo stimola la circolazione sanguigna e favorisce l’eliminazione dei prodotti di scarto muscolare. In alcuni casi è stato dimostrato che può:

  • ridurre l’indolenzimento muscolare nei giorni successivi

  • permettere un ritorno più rapido alla prestazione

  • rendere più gestibili allenamenti ravvicinati o competizioni multiple

Un aspetto interessante è che, a differenza di strategie più aggressive (come i bagni di ghiaccio), non riduce l’infiammazione naturale post-esercizio. Questo è un vantaggio, perché l’infiammazione controllata è parte del processo di adattamento che rende il corpo più forte dopo l’allenamento.


Dopo un allenamento intenso è meglio fermarsi o muoversi ancora un po’? Scopri pro e contro di recupero attivo e passivo e quale può aiutarti davvero a rigenerarti al meglio.
Rigenerarsi dopo l’allenamento: recupero attivo o passivo?

Cosa dice la scienza

La letteratura scientifica non è unanime: alcuni studi mostrano benefici evidenti, altri riportano effetti minimi o nulli. Probabilmente perché:

  1. La durata conta – i benefici sembrano concentrarsi in un intervallo preciso.

  2. Gli effetti sono piccoli ma reali – a livello statistico possono passare inosservati, ma per l’atleta o l’appassionato possono fare la differenza.

Una revisione sistematica su 26 studi ha identificato il vero “punto debole”: 6-10 minuti di attività leggera subito dopo l’allenamento sembrano essere sufficienti per favorire il recupero.


Quando ha più senso farlo

Il recupero attivo è particolarmente utile se:

  • hai più sessioni ravvicinate (ad esempio partite consecutive o due allenamenti in 24 ore)

  • stai preparando eventi impegnativi come maratone o gare con volumi elevati

Se invece hai più di 24 ore di pausa tra le sessioni, o ti sei allenato a intensità moderata, i benefici potrebbero essere marginali.


Come applicarlo nella tua routine

  • Dedica 6-10 minuti di attività leggera (camminata, cyclette, esercizi blandi) dopo gli allenamenti intensi

  • Mantieni un ritmo che ti consenta di conversare senza affanno

  • Non considerarlo una “cura miracolosa”, ma un piccolo strumento in più per migliorare la tua rigenerazione


Il recupero attivo non è una rivoluzione, ma può rappresentare una strategia semplice, sicura e priva di controindicazioni per accelerare leggermente i tempi di recupero. Una tecnica tanto essenziale quanto efficace, soprattutto quando serve essere pronti a tornare in campo o in palestra in tempi brevi.

Nel pilastro Regeneration di BeLONGEVITY, anche queste attenzioni fanno la differenza: piccole strategie quotidiane che, sommate nel tempo, possono regalare più energia, meno dolori e una migliore qualità della vita.

BeLONGEVITY nasce per aiutare concretamente tutti a conoscere ed applicare queste straordinarie informazioni della scienza.

  • Bateman LS et Al. Effects of Ibuprofen on Muscle Hypertrophy and Inflammation: a Review of Literature. Curr Phys Med Rehabil Rep, 2023, DOI: 10.1007/s40141-023-00381-y

  • Crowther F et Al. Influence of recovery strategies upon performance and perceptions following fatiguing exercise: a randomized controlled trial. BMC Sports Sci Med Rehabil, 2017, DOI: 10.1186/s13102-017-0087-8

  • Malta ES et Al. The Effects of Regular Cold-Water Immersion Use on Training-Induced Changes in Strength and Endurance Performance: A Systematic Review with Meta-Analysis. Sports Med, 2021, DOI: 10.1007/s40279-020-01362-0

  • Pooley S et Al. Comparative efficacy of active recovery and cold water immersion as post-match recovery interventions in elite youth soccer. J Sports Sci, 2020, DOI: 10.1080/02640414.2019.1660448

  • Rey E et AL. The effect of immediate post-training active and passive recovery interventions on anaerobic performance and lower limb flexibility in professional soccer players. J Hum Kinet, 2012, DOI: 10.2478/v10078-012-0013-9

  • Takahashi J et AL. Effect of aqua exercise on recovery of lower limb muscles after downhill running. Journal of Sports Sciences, 2006, DOI: 10.1080/02640410500141737

  • Van Hooren B et Al. Do We Need a Cool-Down After Exercise? A Narrative Review of the Psychophysiological Effects and the Effects on Performance, Injuries and the Long-Term Adaptive Response. Sports Med, 2018, DOI: 10.1007/s40279-018-0916-2


Esercizio fisico BeLONGEVITY

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