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C’È UN SECONDO CUORE NEL TUO CORPO E DOVRESTI MANTENERLO ATTIVO PER UNA SANA LONGEVITÀ

22 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

Camminare, salire le scale, sollevarsi sulle punte dei piedi. Movimenti apparentemente banali che nascondono un meccanismo fisiologico sorprendentemente importante.

Ogni volta che i muscoli del polpaccio si contraggono, infatti, contribuiscono a spingere il sangue dalle gambe verso il cuore, contrastando la forza di gravità. È la cosiddetta pompa muscolare del polpaccio, un sistema talmente importante per il ritorno venoso da aver fatto guadagnare a questa regione del corpo l'espressione, certamente metaforica ma efficace, di “secondo cuore”.

Ma dietro questa definizione suggestiva c'è molta fisiologia. E alcune ricerche recenti suggeriscono che l'efficienza di questa pompa possa raccontarci qualcosa di interessante anche sullo stato generale di salute e sulla longevità.


Una pompa contro la gravità

Il cuore invia il sangue ossigenato ai tessuti attraverso il sistema arterioso. Una volta raggiunti gli arti inferiori, però, il sangue deve affrontare il viaggio inverso attraverso il sistema venoso.

Ed è un viaggio più complesso.

Nelle vene la pressione è molto inferiore rispetto alle arterie e, quando siamo in posizione eretta, il sangue proveniente dalle gambe deve risalire contro la gravità.

Qui entrano in gioco i muscoli del polpaccio.

Durante la camminata o altri movimenti della caviglia, la contrazione muscolare comprime le vene profonde della gamba, favorendo la progressione del sangue verso il cuore. Le valvole venose unidirezionali limitano il reflusso verso il basso tra una contrazione e quella successiva.

Si crea così una vera e propria pompa periferica.

Il cuore rimane naturalmente il motore centrale della circolazione: parlare di “secondo cuore” non significa attribuire al polpaccio una funzione cardiaca, ma sottolineare quanto il movimento muscolare degli arti inferiori contribuisca all'emodinamica venosa.


Ogni volta che i muscoli del polpaccio si contraggono contribuiscono a spingere il sangue dalle gambe verso il cuore, contrastando la forza di gravità. È la cosiddetta pompa muscolare del polpaccio, un sistema talmente importante per il ritorno venoso da aver fatto guadagnare a questa regione del corpo l'espressione, certamente metaforica ma efficace, di “secondo cuore”.
C’è un secondo cuore nel tuo corpo e dovresti mantenerlo attivo per una sana longevità

Cosa accade quando questa pompa funziona poco?

Quando rimaniamo immobili a lungo, viene meno una parte importante di questo meccanismo. Le contrazioni muscolari diminuiscono e il ritorno venoso può diventare meno efficiente.

Non sorprende quindi che dopo molte ore trascorse seduti o in piedi immobili alcune persone avvertano pesantezza, tensione o gonfiore agli arti inferiori.

Ma la ricerca scientifica ha fatto emergere un'osservazione ancora più interessante.

Uno studio pubblicato recentemente ha analizzato migliaia di pazienti adulti sottoposti a valutazione vascolare. I ricercatori hanno studiato la relazione tra funzionalità della pompa muscolare del polpaccio e mortalità nel tempo.

I risultati hanno evidenziato una marcata associazione: a 10 anni, la mortalità era del 5,9% nei soggetti con normale funzione della pompa muscolare, rispetto al 17,5% in quelli con funzione compromessa. Differenze erano presenti anche a 5 e 15 anni.

Un secondo studio ha poi valutato la frazione di eiezione della pompa muscolare del polpaccio. Anche in questo caso una riduzione della sua efficienza risultava associata a una maggiore mortalità per tutte le cause.


Significa che allenare i polpacci allunga la vita?

Qui è fondamentale distinguere associazione e causalità.

Questi studi non dimostrano che avere polpacci più forti faccia automaticamente vivere più a lungo, né che allenare specificamente questa muscolatura riduca di per sé la mortalità.

Una ridotta efficienza della pompa potrebbe infatti rappresentare anche un indicatore funzionale di uno stato di salute generale meno favorevole.

Inattività fisica, riduzione della massa e della funzione muscolare, limitazioni articolari, fragilità e alcune patologie neurologiche, muscolari o vascolari possono compromettere il funzionamento della pompa del polpaccio.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dal punto di vista BeLONGEVITY: una funzione apparentemente locale potrebbe fornire informazioni sullo stato funzionale complessivo dell'organismo.


Il soleo: un piccolo muscolo dalle caratteristiche particolari

All'interno del polpaccio troviamo anche un muscolo particolarmente interessante: il soleo.

È un muscolo ricco di fibre con caratteristiche ossidative e adattato a sostenere attività prolungate. Negli ultimi anni è diventato protagonista di alcune ricerche dedicate non soltanto alla circolazione, ma anche al metabolismo energetico.

Uno studio ha sperimentato una particolare contrazione del soleo eseguita da seduti, successivamente diventata nota come soleus push-up. Il movimento consiste, semplificando, nel mantenere l'avampiede a contatto con il pavimento mentre il tallone viene ripetutamente sollevato e abbassato.

I ricercatori hanno dimostrato che, in condizioni sperimentali ben controllate, era possibile mantenere elevato il metabolismo ossidativo del soleo per periodi prolungati senza rapido affaticamento. Durante le condizioni sperimentali vennero osservati anche miglioramenti importanti nella gestione metabolica postprandiale, tra cui una riduzione dell'escursione glicemica e dell'iperinsulinemia.

È un risultato affascinante, ma non significa che qualche sollevamento del tallone sotto la scrivania possa sostituire una sessione di attività fisica.


Soleo e glicemia: nuovi dati dal prediabete

Un piccolo studio pilota ha approfondito ulteriormente questa possibilità in 10 persone con prediabete.

I partecipanti hanno eseguito un test orale di tolleranza al glucosio in condizioni sedentarie e, successivamente, ripetendo per un periodo prolungato il soleus push-up durante il test.

L'esecuzione dell'esercizio è stata associata a una riduzione di circa il 32% dell'escursione glicemica postprandiale rispetto alla condizione sedentaria.

Il dato è interessante, ma deve essere interpretato nelle sue reali dimensioni scientifiche: parliamo di appena 10 partecipanti e di una condizione sperimentale nella quale il movimento veniva effettuato ripetutamente per un periodo prolungato.

Servono quindi studi più ampi prima di poter trasformare questi risultati in indicazioni cliniche definitive.

La scoperta, tuttavia, rafforza un concetto molto più generale: anche la contrazione muscolare di bassa intensità può produrre effetti fisiologici rilevanti quando interrompe periodi prolungati di inattività.


Il vero problema potrebbe essere l'immobilità

Il messaggio più importante, quindi, non è allenare ossessivamente i polpacci.

È non smettere di muoversi.

Camminare, salire le scale, cambiare frequentemente posizione, eseguire movimenti della caviglia e alzarsi regolarmente dalla sedia riattivano la muscolatura degli arti inferiori e interrompono lunghi periodi di inattività.

Le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano agli adulti 150–300 minuti alla settimana di attività aerobica moderata, oppure 75–150 minuti di attività vigorosa o una combinazione equivalente, insieme ad attività di rafforzamento muscolare almeno due giorni alla settimana. Ma sottolineano anche un altro principio importante: limitare il tempo sedentario e sostituirlo, quando possibile, con movimento di qualsiasi intensità.

Questo significa che allenarsi alcune volte alla settimana rimane fondamentale, ma altrettanto importante è costruire una giornata nella quale il corpo continui a ricevere stimoli di movimento.


Un piccolo gesto, una grande lezione di fisiologia

Nella prospettiva BeLONGEVITY, il messaggio non è semplicemente “allenati di più”, ma qualcosa di più ampio: mantieni il tuo corpo metabolicamente e funzionalmente attivo durante tutta la giornata.

Perché anche un gesto semplice come camminare, muovere una caviglia o alzarsi dalla sedia ci ricorda una delle lezioni più importanti della fisiologia della longevità: il corpo umano è fatto per muoversi.

 BeLONGEVITY nasce per aiutare concretamente tutti a conoscere ed applicare queste straordinarie informazioni della scienza.

  • Halkar M et Al. Calf muscle pump function as a predictor of all-cause mortality. Vascular Medicine, 2020, DOI: 10.1177/1358863X20953212

  • Hamilton MT et AL. A potent physiological method to magnify and sustain soleus oxidative metabolism improves glucose and lipid regulation. iScience, 2022, DOI: 10.1016/j.isci.2022.104869

  • McBane R et Al. Calf rEF: Impact of Calf Muscle Pump Dysfunction With Reduced Ejection Fraction on All-Cause Mortality. Mayo Clinic Proceedings, 2024, 99, 902-912

  • Vinay K et Al. Design of a Device for Lower Limb Prophylaxis and Exercise. IEEE Journal of Translational Engineering in Health and Medicine, 2021, DOI: 10.1109/JTEHM.2020.3037018

Esercizio fisico BeLONGEVITY

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