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MOAI: IL SEGRETO SOCIALE DELLA LONGEVITÀ DI OKINAWA

Nel pilastro Socialness di BeLONGEVITY, la relazione umana non è un semplice “contorno” del benessere, ma un vero e proprio fattore biologico di salute e longevità. Un esempio straordinario arriva da Okinawa, una delle celebri Blue Zones, dove la popolazione vive più a lungo e in migliore salute rispetto alla media mondiale.

Tra le tradizioni che caratterizzano questa cultura, una in particolare merita attenzione: il Moai.

Il termine Moai indica:

  1. un gruppo di amici di una vita

  2. una rete di supporto sociale stabile, che può essere emotiva, pratica, economica o spirituale

Storicamente, i moai nascono centinaia di anni fa come sistemi di mutuo aiuto finanziario nei villaggi di Okinawa. In un contesto privo di banche o assicurazioni, le persone univano le risorse per affrontare spese importanti o emergenze.

Col tempo, il significato del moai si è ampliato: oggi rappresenta una struttura sociale profonda, basata su impegno reciproco, presenza costante e responsabilità condivisa.


Amici per tutta la vita

Tradizionalmente, i moai venivano formati già nell’infanzia: piccoli gruppi (spesso di 4–5 bambini) che si impegnavano a sostenersi per tutta la vita. Questi gruppi si incontrano regolarmente – a volte ogni giorno, a volte più volte a settimana – per condividere momenti di vita quotidiana, consigli, difficoltà e sostegno concreto.

Non è raro che un moai duri oltre 80 o 90 anni, diventando a tutti gli effetti una seconda famiglia.


La tradizione dei moai, una struttura sociale profonda, basata su impegno reciproco, presenza costante e responsabilità condivisa, tipica della popolazione di Hokinawa, trova oggi una solida conferma scientifica.
Moai: il segreto sociale della longevità di Okinawa

Socialness e longevità: cosa dice la scienza

La tradizione dei moai trova oggi una solida conferma scientifica. Numerosi studi dimostrano che la qualità delle relazioni sociali è uno dei più potenti predittori di salute e longevità.

Recenti studi hanno mostrato come non sia il tipo di relazione a contare, ma la sua solidità: matrimonio, amicizie, appartenenza a gruppi o volontariato hanno effetti simili se il legame è autentico e continuativo.

Le evidenze indicano che una rete sociale forte è associata a:

  • Riduzione dello stress cronico: La solitudine è paragonabile a fattori di rischio come fumo e sedentarietà e può ridurre l’aspettativa di vita fino a 7–8 anni.

  • Maggiore felicità e benessere emotivo: La felicità è contagiosa: ogni amico felice aumenta significativamente la probabilità di esserlo a propria volta.

  • Riduzione del rischio di malattie croniche: Isolamento sociale e solitudine sono associati a maggiore incidenza di malattie cardiovascolari, diabete, depressione, declino cognitivo e ictus.

Non è un caso che le donne di Okinawa vivano in media circa otto anni in più rispetto alle loro controparti occidentali: il moai rappresenta un vero fattore protettivo.


La tribù giusta come strategia di longevità

In tutte le Blue Zones la connessione sociale è incorporata nella cultura:

  • a Okinawa esistono i moai,

  • in Sardegna la socialità quotidiana nei piccoli paesi,

  • nelle comunità avventiste i pasti e i rituali condivisi.


Il messaggio è chiaro: la longevità non è solo una questione individuale, ma collettiva. Trovare – o costruire – la propria “tribù” significa non solo aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni.

 BeLONGEVITY nasce per aiutare concretamente tutti a conoscere ed applicare queste straordinarie informazioni della scienza.

  • Cacioppo JT et Al. Social Relationships and Health: The Toxic Effects of Perceived Social Isolation. Soc Personal Psychol Compass, 2014, DOI: 10.1111/spc3.12087

  • Holt-Lunstad J et Al. Loneliness and social isolation as risk factors for mortality: a meta-analytic review. Perspect Psychol Sci, 2015, DOI: 10.1177/1745691614568352

  • Holt-Lunstad J et Al. Social relationships and mortality risk: a meta-analytic review. PLoS Med, 2010, DOI: 10.1371/journal.pmed.1000316

  • Kuiper JS et AL. Social relationships and risk of dementia: A systematic review and meta-analysis of longitudinal cohort studies. Ageing Res Rev, 2015, DOI: 10.1016/j.arr.2015.04.006

  • Malle BF et Al. Conceptual structure and social functions of behavior explanations: beyond person--situation attributions. J Pers Soc Psychol, 2000, DOI: 10.1037//0022-3514.79.3.309


Esercizio fisico BeLONGEVITY

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