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I SEGRETI DEI CERVELLI “SUPERAGER”: QUANDO LA MENTE SFIDA IL TEMPOI

Per decenni abbiamo dato quasi per scontato che l’invecchiamento fosse accompagnato da un inevitabile declino delle funzioni cognitive. Memoria che vacilla, attenzione ridotta, lentezza di pensiero: segnali considerati “normali” con l’avanzare dell’età. Eppure, la scienza ci sta raccontando una storia diversa.

Esiste infatti una percentuale di persone, chiamate Superager, che mantengono capacità cognitive paragonabili a quelle di individui molto più giovani anche oltre gli 80 anni. Una mente lucida, una memoria sorprendentemente efficiente e una stabilità cognitiva che sembra sfidare il tempo.

Negli ultimi 25 anni, un gruppo di ricerca guidato ha studiato in profondità questi “cervelli fuori dal comune”, arrivando a risultati che stanno cambiando il modo in cui comprendiamo l’invecchiamento mentale.


Chi sono i Superager?

Dal punto di vista clinico, i Superager sono persone che, dopo gli 80 anni, ottengono nei test di memoria risultati tipici di individui tra i 50 e i 60 anni. Un esempio concreto? Ricordare almeno 9 parole su 15 in un test di memoria verbale: una performance rara in età avanzata.

Si stima che meno del 5% della popolazione rientri in questa categoria. Non si tratta semplicemente di persone “più allenate mentalmente”, ma di individui che presentano caratteristiche neurobiologiche distintive.


Esiste una percentuale di persone, chiamate Superager, che mantengono capacità cognitive paragonabili a quelle di individui molto più giovani anche oltre gli 80 anni.
I segreti dei cervelli “superager”: quando la mente sfida il tempo

Cosa rende speciale il cervello dei Superager?

1. Resistenza e resilienza all’Alzheimer

Uno dei risultati più sorprendenti riguarda la relazione con le patologie neurodegenerative. I cervelli dei superager mostrano due possibili meccanismi protettivi:

  • Resistenza: in alcuni casi non si formano le classiche placche e i grovigli proteici associati alla malattia di Alzheimer

  • Resilienza: in altri casi queste alterazioni sono presenti, ma non compromettono la funzione cerebrale

Questo suggerisce che non è solo la presenza del danno a determinare il declino cognitivo, ma come il cervello risponde ad esso.


2. Neuroni più grandi e più numerosi nelle aree chiave

Nei Superager, i neuroni entorinali – fondamentali per la trasmissione delle informazioni – risultano più grandi rispetto alla popolazione anziana generale.

Inoltre, è stata osservata una maggiore densità di un tipo di neuroni raro e altamente specializzato, coinvolto in attenzione, regolazione emotiva, processo decisionale e consapevolezza sociale.


3. Una corteccia che non si assottiglia

Con l’età, lo strato più esterno del cervello (la corteccia) tende fisiologicamente ad assottigliarsi. Nei Superager questo fenomeno è marcatamente ridotto e preservarne l’integrità significa mantenere una mente efficiente nel tempo.


Genetica, personalità e Mentalness

Un dato interessante riguarda lo stile di vita. I Superager non conducono necessariamente una vita più “sana” secondo i parametri classici: alcuni fumano, altri consumano alcol regolarmente. Questo rafforza l’ipotesi di una componente biologica e genetica rilevante, che oggi inizia a essere esplorata attraverso l’identificazione di specifici geni associati alla longevità cognitiva.

Dal punto di vista psicologico, emerge però una caratteristica comune: un’elevata estroversione, che potrebbe favorire stimolazione cognitiva, relazioni sociali e adattabilità emotiva — elementi perfettamente coerenti con il pilastro Mentalness di BeLONGEVITY.


Cosa significa tutto questo per la longevità mentale?

Questi risultati aprono scenari completamente nuovi: comprendere perché alcuni cervelli resistono o si adattano meglio all’invecchiamento potrebbe permetterci in futuro di:

  • sviluppare strategie preventive mirate

  • creare interventi nutrizionali, comportamentali e farmacologici più efficaci

  • favorire ambienti cerebrali più resilienti

  • ridurre il rischio di declino cognitivo e Alzheimer


BeLONGEVITY Mentalness: allenare ciò che può essere allenato

Se è vero che una parte del “superpotere” dei Superager è biologica, è altrettanto vero che Mentalness significa creare le migliori condizioni possibili perché il cervello esprima il suo massimo potenziale nel tempo.

Stimolazione cognitiva, gestione dello stress, relazioni sociali, identità personale, allenamento dell’attenzione e della consapevolezza: sono questi i pilastri su cui costruire una longevità mentale attiva, stabile e resiliente.

Non tutti diventeremo Superager, ma tutti possiamo diventare più longevi mentalmente.

BeLONGEVITY nasce per aiutare concretamente tutti a conoscere ed applicare queste straordinarie informazioni della scienza.

  • Weintraub S et Al. The first 25 years of the Northwestern University SuperAging Program. Alzheimers Dement, 2025, DOI: 10.1002/alz.70312


Esercizio fisico BeLONGEVITY

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